Approfondimento

UN SOGNO GIOCATO IN PSICODRAMMA

Mi trovo in un sentiero di montagna facile non pericoloso e che conosco molto bene. Probabilmente porta alla mia baita. Sono in compagnia di mio nonno che però ad un certo punto si allontana dal sentiero per mettersi in un punto in cui la strada non è così ampia e sicura.Lo vedo, imponente, sicuro, ma nello stesso tempo appoggiato al suo bastone, come è l’immagine che ho nella mia mente da tanto tempo, al bordo di un burrone. I sassi ai suoi piedi sono scoscesi, appuntiti irregolari e non danno l’impressione di essere stabili.

Sono stupita e preoccupata: non capisco perché mio nonno debba mettersi in un posto pericoloso nonostante mi abbia insegnato l’importanza di evitare i pericoli…

Ho molta paura che cada, lo chiamo, ma lui non si muove da lì. Vorrei portarlo via, non accetto questa situazione ma faccio molta fatica ad avvicinarmi. Ad un certo punto riesco a raggiungerlo, mi ritrovo anch’io sul bordo di questo burrone che però, visto da vicino e grazie alla presenza al mio fianco del nonno, mi sembra un po’ meno pericoloso. Ad un certo punto vedo, in mezzo a tutti questi sassi appuntiti, uno con una forma squadrata, regolare che sembra quasi un baule. Sono incuriosita ma anche molto indecisa se andare a prenderlo. Alla fine decido di sì e con questo sasso baule insieme al nonno torno sul sentiero sicuro e conosciuto. Metto il sasso, che ora sempre più un baule in alto su un muretto, lo guardo e sono molto curiosa di aprirlo per vedere cosa contiene, penso possano essere molte cose interessanti.

Ma forse non lo apro…mi sveglio?!

Anche giocando il sogno da lontano il burrone mi è sembrato molto scosceso e pericoloso, ma man mano che mi avvicinavo, questa sensazione svaniva. Ho vissuto così un’emozione positiva di sicurezza e stabilità rafforzata dalla vicinanza, anche affettiva, del nonno.

Di questo sogno faccio mie le sensazioni di difficoltà ad uscire dalla strada conosciuta, ma anche la curiosità di vedere altro e finalmente una maggiore consapevolezza che non vi è una così netta divisione tra il seguire strade sicure e buttarsi in situazioni sconosciute e come in una persona, come il nonno, così imponente e forse rigida c’è spazio e tempo anche per i bauli pieni di cose nuove, di sorprese…

Piacevolissimo è stato poi il fatto stesso di aver sognato e di conseguenza portato al gruppo una figura affettiva così importante come è stato mio nonno e faccio mia la sensazione i gratificazione e ricordo, oggetto di un rimando, di valori tramandati “dal passato” che sono vivi in me ancora adesso.

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